Pino Musi

Pino Musi
Border Soundescapes

Uno sguardo che prenda forma attraverso metodologie di scrittura musicale e suggestioni sonore è tema portante della mia ricerca fotografica degli ultimi anni.

Già in un mio lavoro Face city, sulla cosiddetta architettura tipografica della Milano degli anni ’50 e ’60, esposto alla Biennale Architettura di Venezia nel 2012, la sequenza d’immagini fu elaborata come una partitura musicale, creando una struttura visiva  con contrappunti e dissonanze, facendo in modo che interagissero partendo da una scansione geometrica interna. Le fotografie delle facciate delle architetture di Giò Ponti, Caccia Dominioni, Zanuso, Asnago e Vender, Latis ed altri, vennero organizzate in un continuum, attraverso la realizzazione di uno scroll / score, dove la sequenza venne a comporsi senza pause. Intuii la possibile interazione fra fotografia, architettura e scrittura musicale, guardando un disegno realizzato da Vico Magistretti che aveva tutte le caratteristiche di un pentagramma intonso. L’opera finale Face city fu composta, quindi, da 21 immagini in bianconero, perfettamente giuntate, atte a creare un flusso orizzontale di 91 x 15 metri.
La realizzazione di Border Soundscapes parte, invece, dall’ascolto di una serie di dischi contenuti  in una scatola quadrata ed arriva in forma di libro (“macchina” visiva a me congeniale e su cui opero sperimentalmente da anni) quasi nella stessa dimensione e nello stesso spessore del contenitore originario dei vinili: 32,8 x 32,8 cm., 1,4 cm. di costa. Composta nel 1983, String Quartet II (God Records, 2008) è un’opera di Morton Feldman, figura di spicco della New York School, che comprendeva John Cage, Christian Wolff, Earle Brown e altri, realizzata nel momento della massima maturità di questo artista. L’opera di Feldman si distingue perché meno facile da catalogare, col suo implacabile radicalismo, ponendo una base fondamentale nello sviluppo della “indeterminate music”. String Quartet II è contrassegnata dal paradosso, dalla durata e dalla costrizione. Questi tre punti fermi hanno orientato le mie scelte durante le riprese fotografiche e la loro successiva elaborazioe.