melissa lanzo
VIDI
2020

Sono stata costretta ad osservare da un solo punto… quante visione risiedono nello stesso luogo?
Ho posato una sedia e mi ci sono seduta, per il resto, ho solo guardato.
È il fotografo, per definizione approssimativa, è colui che osserva. Niente di nuovo, quindi… eclatante o sopra le righe.
Un normale rituale, quasi banale. Ma quante visioni risiedono nello stesso luogo?
Lo sguardo è comandato da una latente quanto petulante condizione emozionale. Di lì a poco, sarei stata costretta ad una prigionia involontaria che mi avrebbe irrimediabilmente indotta a provare delle emozioni, delle sensazioni per voler sottolineare ancor di più l’indecifrabile tormento, mai provate prima.
Abito in questa casa da tutta una vita e, d’impatto, è stato difficile credere di poter trovare qualcosa di nuovo da vedere ma, come dicevo, la visione è veicolata da qualcos’atro quindi il difficile sarebbe diventato smettere di guardare.
Tutto quello che ho dovuto fare è star seduta ad ammirare: un giorno non troppo speciale, semplicemente vidi.

Presento lo scatto simbolo di un percorso sviluppato in più tempi e lo faccio perché in esso sta la specialità del primo gesto, quello ancora grezzo, ancora incosciente; il gesto fotografico impaziente, sapientemente sgraziato, semplicemente curioso. Presento la prima volta che vidi, quando trovai il punto di svolta ma anche quello di fuga.
Il mio intento non è quello di mostrare o di-mostrare qualcosa, semplicemente suggerire. Giocare con le memorie, con delle storie che sono già state scritte o che verranno: ricordare, ingannare, ispirare, evocare. Che sia bellezza, nostalgia, malinconia, libertà… Il pensiero che rende liberi. Liberi di pensare, liberi di vedere. È una via di fuga attraverso la luce, scrivo con la luce (foto-grafia) una via di fuga. E così, la totale assenza di un fuoco prospettico apre l’immagine, la rende sconfinata e non chiusa in una narrazione. Come dicevo, non ho nulla di cui parlare se non di quelle memorie o sensazioni. Parlo di quell’attimo fugace passatomi sotto lo sguardo, veloce, rapido, fuggente. Parlo di una visione durata un solo istante capace, però, di ricordare una vita trascorsa, capace, altresì, di suscitare una visione futura.

Fluttua tutto senza direzione. Un luogo può non avere confini, vedi?

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