futura tittaferrante

2020

La natura non comunica con l’uomo secondo un linguaggio specifico espressamente indirizzato ai suoi sensi.  Galileo fece quello che nessuno aveva fatto prima, usare il telescopio in modo tale che i segreti dell’universo si offrissero alla conoscenza umana ‘con la certezza della percezione sensibile’. Confermando così il peggior timore – che i sensi ingannano – e la più presuntuosa speranza della speculazione umana – il punto di Archimede fuori dalla terra per sollevare il mondo. Algebra a scapito della geometria. L’uomo si allontana dalla terra e dalla natura che, per quanto ne sappiamo, è l’unica nell’universo che possa provvedere agli esseri umani di un habitat in cui muoversi e respirare senza sforzo e artificio.  Da allora, l’uomo si ribella contro la vita così come gli è stata data, desiderando di scambiarla, se possibile, con qualcosa che lui stesso abbia fatto.  Le relazioni tra la natura e la cultura non sono d’ordine ontologico. Sono gli estremi di una categoria semantica, termini che non sono fissi ma costantemente ridefiniti dall’attività umana, dalla sua potenza d’artificio. La mia proposta ragiona sull’operare della natura che eccede i limiti che l’uomo, nella sua comprensione limitata, tende ad assegnargli, e sull’operare dell’uomo, alla continua ricerca di un confine per lo spazio del proprio sentire, di una definizione che lo protegga dall’inatteso e dall’imprevedibile, per consentirsi di agire con fiducia.
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