ilaria feoli
È STATA PRIMAVERA. NON ME NE SONO MAI ACCORTA
2019

[…] Ilaria Feoli cristallizza l’istante per regalarlo ai suoi e ai nostri desideri, si sottrae al mondo per qualcosa di più ampio e inaspettato, per capire e leggere certi segni condensati nella fotografia appena scattata, si smarrisce la realtà poiché appunto mediata per “noi comuni mortali”, ma per lei poetica sognatrice dall’occhio fotografico tutto è “comunemente ben saldato”. Nei versi di William Shakespeare “Essere, o non essere,… Morire, dormire. Dormire, forse sognare. …” vi è l’atto della sua “pelle fotografica”, il suo sguardo e il suo vivere del momento acquisiscono uno sguardo “dell’esserci”, siamo avanti al compiacimento visivo di altri linguaggi della comunicazione puramente letterali, filosofici e storici artistici; non si prova vergogna nel rivedersi e noi spettatori siamo avanti uno “schermo” pronti nell’immedesimazione del ricordo, dell’istante, della nostalgia e dell’impressione: è un gioco d’amore e di passione. […]

                                                                                                                                                                         Ivan Piano

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