roberto zamparo
SINE DIE E METAPHYSICA
2020

Prendo spunto dal testo della convocazione per sviluppare il mio modo di vedere sul presente momento.

“Opportunità di rivedere prospettive e aprire orizzonti nuovi che possono cambiare il mondo”.
Stare di più con se stessi è una eccellente opportunità per sviluppare Introspezione e Consapevolezza, doti che possono veramente “aprire orizzonti nuovi” e “cambiare il mondo”.

“Nuovi percorsi e progetti di vita [anche] utili alla collettività”.
Una Consapevolezza di se stessi profonda e radicata automaticamente riduce l’egoicità e le sue forme derivate (egocentrismo, egoismo, rigidità, …).
Inoltre la Consapevolezza del proprio ruolo determina una maggiore autoresponsabilità anche sociale.
Insomma, ne viene beneficiato non solo l’individuo ma la collettività intera.

“Sine die”.
Questo racchiude un concetto astratto di enorme portata nella cultura occidentale.
Ma guardiamo altri punti di vista, anche ad est del Mediterraneo.
Tutto è impermanente, dice il Buddha Shakyamuni, ovvero muta, anche radicalmente: i materiali, le idee, ancor più le persone. Forse per compensare questo (oltre che per motivi funzionali di sopravvivenza) l’Essere Umano tende a ricercare la essenza e la stabilità delle cose, ma è 

una illusione concettuale. L’unica costante in tutto ciò che cade sotto i nostri sensi ed in ciò che è generabile dalla nostra mente è, secondo il Buddhismo, l’assenza di un sé intrinseco nelle cose, idee ed eventi. Perché tutto è correlato ad altre cose, idee ed eventi, da cui è generato o influenzato. Nulla quindi esiste “di per sé stesso”. Questo è tradotto in italiano col termine Vacuità (che non è il Vuoto).
Le stesse ricerche dei neuroscienziati sul normale funzionamento del cervello possono supportare questa chiave di lettura.

La mia ricerca sull’Essenza, che ho titolato Metaphysica, esprimendola con terminologia filosofica occidentale, ma guardando ad Oriente, suggerisce proprio la Vacuità come risposta alla esigenza umana riguardo l’essenza.
Per renderla visivamente ed emotivamente, ho utilizzato uno stile “dematerializzato” e soggetti rarefatti ed essenziali.
Nella mia più recente espressione artistica, tutte le forme, persino le rocce, simbolo della solidità materiale, perdono consistenza e si trasformano in pura energia.

La mia intera ricerca si propone – e propone allo spettatore stesso – di combinare la Consapevolezza con l’espressione artistica, ovvero di utilizzare l’Arte per comprendere meglio se stessi. Come? In particolare essendo consapevoli delle reazioni emotive o mentali che il lavoro artistico comporta o induce (sia per l’artista che per lo spettatore) e cercando di comprenderne la fonte.

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