CESARE BIASINI SELVAGGI
È IL TEMPO
2020

Rispondo con ritardo all’invito della Fondazione OELLE di affidare un mio contributo testuale e visivo alle pagine di SINE DIE. I giorni recenti che abbiamo vissuto, di portata epocale, mi hanno suggerito infatti una protratta pausa di silente riflessione. Fino a oggi, in questa occasione. Ho avvertito il bisogno di pensare a lungo a cosa abbia significato per me l’interruzione della cosiddetta “vita normale” sopravvenuta con la pandemia. È stato un tempo di vuoto. Un vuoto inaspettato, ma tutt’altro che sterile. È stato infatti quel tipo di vuoto propedeutico alla creazione del nuovo. Non credo pertanto che sia interessante, né appassionante, il racconto del lockdown in sé per sé. Con l’eccezione del doveroso tributo a coloro che non ce l’hanno fatta e ci hanno lasciato, falciati dal Covid-19.
Il tempo del pieno è quello che ci interessa e che appassionerà – se ne saremo all’altezza – i nostri posteri. È quello della concretizzazione, non più rinviabile, di alternative possibili al mondo come lo abbiamo conosciuto fino a poco più di due mesi fa. È il tempo, come scrive Leonardo Caffo, di un nuovo paradigma di costruzione della convivenza tra l’Homo Sapiens e il pianeta. È il tempo dell’educazione globale all’uguaglianza di genere, alla non violenza, all’ecologia, al contemperamento tra globale e locale, tra predittività degli algoritmi e libero arbitrio, tra mercato e welfare. È il tempo della riscrittura della storia dell’uomo in chiave meno eurocentrica, a partire dalla storia dell’arte, che tenga conto dei millenari interscambi di dare-avere, credito-debito tra le culture e le civiltà mondiali: interscambi emersi in maniera ancor più lapalissiana dalla sopravvenuta globalizzazione delle conoscenze. È, insomma, il tempo di una rivoluzione il cui epicentro sia evolutivo, e non più politico. È il tempo, prima che non ci sia più tempo, sotto i colpi di statue che vengono abbattute, senza pensare che il passo tra un uomo di bronzo e uno in carne e ossa potrebbe non essere molto lungo.

 
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