Vuoti di memoria
Sicilia ’43: le immagini di oggi

Vuoti di memoria
Sicilia ’43: le immagini di oggi

Dal: 10/07/2024

Al: 21/02/2025

Luogo espositivo: Phil Stern Pavilion

Catania

Una mostra per raccontare con le immagini ciò che rimane di un avvenimento accaduto tanti anni fa, l’Operazione Husky, lo sbarco anglo-americano in Sicilia del 1943.

Un viaggio nella memoria legato ai luoghi, ai manufatti, al paesaggio teatro di accadimenti. Lo sguardo di Massimo Siragusa si sofferma, in chiave contemporanea, sulla storia siciliana, immergendosi nel tempo e nelle emozioni che la stessa memoria può suscitare. Un atto di riflessione sulle identità e sulle relazioni, coagulo di emozioni e di stimoli. Una mostra che racchiude il senso di quei tragici momenti misti ad una contrapposta bellezza paesaggistica e visiva, oltre che impressi di significato storico. Un viaggio completato anche dai “suoni” di Michele Spadaro, che permettono al visitatore di immergersi nel contesto artistico e temporale degli eventi e dei luoghi immortalati.

La mostra, curata da Ezio Costanzo, è il continuo del progetto “Sicily 1943/2023” avviato lo scorso anno da Fondazione Oelle, con un convegno internazionale e la pubblicazione di un libro, per ricordare gli ottant’anni dello sbarco alleato in Sicilia, inizio della liberazione dal nazi-fascismo dell’Europa.

Spazio espositivo

Phil Stern Pavilion
Catania,
Piazzale Rocco Chinnici
Non sono previste visite guidate

Date e orari di apertura

Dal: 10/07/2024
Al: 21/02/2025
Dalle ore:
Alle ore:
Non sono previste estensioni di apertura

Info & Contatti

Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS
Telefono: 0952282011

Rassegna stampa

Prossimo appuntamento

Phil Stern Pavilion
c/o Le Ciminiere Catania

Phil Stern Pavilion

Dal 10 lugio 2024

Vuoti di memoria
Sicilia ’43: le immagini di oggi

Poesia è la prima parola che mi rimanda all’arte di Anna Tusa: un pensiero – o piuttosto una visione – che supera la barriera dell’immagine e colpisce i nervi scoperti di ciascuno di noi, ci disarma e ci mette davanti alle nostre fragilità, specchio in frantumi che riflette le nostre multiple immagini.